Affari

Philips in positivo, Ericsson in declino

PhilipsLa crisi ha colpito negli ultimi mesi un po’ tutte le aziende e non ne sono rimaste escluse anche quelle che operano nellambito della tecnologia che per restare al passo con i tempi devono cercare di mettere sul mercato a un intervallo di tempo non troppo limitato ma nemmeno troppo distante nuovi prodotti che possano catturare l’interesse degli utenti. Bisogna, però, allo stesso tempo, tenere presente che quando si verificano dei mesi di recessione le famiglie cercano di contenere il più possibile le spese e quindi non tutti sono disposti ad investire in un nuovo oggetto anche se di valore.

In questi giorni si sta cercando di elaborare i dati relativi all’anno da poco passato e una delle aziende che può tirare un sospiro do sollievo e che può considerarsi soddisfatta per il modo in cui è riuscita ad uscire da un periodo difficile è certamente Philips, che specialmente nell’ultimo trimestre ha visto salire i profitti a ben 252 milioni di euro rispettando in pieno quelle che erano state le previsioni dei mesi precedenti. Per cercare di ottenere questo risultato è stato necessario attuare una politica di riduzione dei costi, che però allo stesso tempo ha permesso di vedere crescere il numero delle vendite, anche se per arrivare a questo punto si è stati costretti a tagliare seimila posti di lavoro.

Drastica in negativo è invece la situazione di Ericsson, che nel 2009 ha osservato una diminuzione di ben il 92% delle vendite, numeri davvero impressionanti e che non fanno certo guardare in modo positivo al futuro. La causa principale di questa gravissima crisi è stata la diminuzione della domanda da parte degli utenti dei servizi gsm accompagnata dallo scarso successo riscontrato dalle reti a banda larga per i cellulari, senza dimenticare la crescita delle aziende concorrenti che operano in Oriente e che sono sempre all’avanguardia nei servizi e nei prodotti.

Immagine tratta dal sito indolinkenglish.wordpress.com/…/

Il ritorno di Polaroid

Il ritorno di PolaroidA volte ritornano!
Un gruppo di nuovi investitori cinesi ha recentemente annunciato che dal 2010 rimetterà in produzione la mitica «one step camera», il modello più semplice della gamma storica di Polaroid.
Summit Media Group, scommete sul successo del prodotto, nonostante l’ormai indiscusso predominio del digitale nel settore. Ci credono tanto da mirare al raggiungimento del miliardo di dollari nelle vendite per il prossimo anno.
Non solo un’operazione nostalgica dunque, ma un grande affare.

Internet deve essere libera

Internet deve essere libera, neutrale e accessibile in qualsiasi forma si voglia. I provider non dovranno più prevedere filtri, rallentamenti o limitazioni, come blocchi di applicativi “sgraditi”, ad esempio il P2p il VoIp.
Questa la proposta di estensione al regolamento presentata da Julius Genachowski, capo della della Fcc, la potente commissione federale per le comunicazioni degli Stati Uniti.

Il senso della proposta di Genachowski è quello di continuare a mantenere Internet come una “straordinaria piattaforma per l’innovazione, la creazione di nuovi lavori, gli investimenti e le opportunità”. E il capo della Fcc continua: “oggi non possiamo immaginare le nostre vite senza Internet, così come è impossibile pensare di rimanere senza acqua e lampadine“.

I biglietti del treno da oggi sull’iPhone

I biglietti per il treno da oggi arrivano anche sull’iPhone.

Dopo le versioni pensate dalle ferrovie per Blackberry, Nokia e altri smartphone, Prontotreno, il servizio di mobile ticketing di Trenitalia, sbarca finalmente sull’AppStore.

Utili Nintendo in calo

Nintendo ha comunicato i dati relativi al primo trimestre fiscale del 2009. Per la prima volta da molti anni a questa parte, i risultati sono inferiori alle aspettative, con una diminuzione del 60,6% dei profitti.
La battuta d’arresto maggiore si è rilevata proprio con la Wii, scesa da 5,17 a 2,23 milioni di unità vendute, un calo fisiologico è stato registrato anche per la DS, passata da 6,94 a 5,97 milioni di unità.
Mentre la DSi, la recente versione di DS dotata di fotocamera, è stata venduta in 3,65 milioni di esemplari.
La Wii rimane comunque la console più venduta al mondo e la sua vita commerciale non è ancora conclusa, unoltre vivrà presto una seconda giovinezza con l’uscita della sua versione HD.

Google Voice rifiutato dall’App Store

La recente decisione di Apple di non accettare nell’App Store il programma Google Voice sta tenendo banco, in queste ore, sui blog di mezzo mondo. La decisione della mela appare poco chiara e contestata dalla maggior parte della blogosfera. E possibile quindi pensare che assisteremo ad un ripensamento?
Dopo aver presentato Latitude di Google solo come applicativo Web e non come installazione tramite Apple Store per non andare in contrasto con la funzione Maps, ora Apple ha deciso di non inserire nel suo celebre App Store neanche il neonato Google Voice, che avrebbe permesso di effettuare telefonate a bassissimo costo.
Google Voice è un innovativo programma di Google, per ora attivo solo negli Stati Uniti, che tramite l’assegnazione di un numero unico, permette di ricevete ed effettuare telefonate gratuitamente o, mal che vada, a bassissimo costo.
L’innovazione risiede nell’associare sino a quattro numeri di telefono tradizionali ad un numero unico, cosi da creare delle regole per il trasferimento di chiamata che possono tenere conto della provenienza e dell’orario della chiamata in modo tale da poterla dirottare su uno dei numeri prescelti.
Un’altra importante funzione consiste nel poter inoltrare le telefonate verso una Voicemail, consultabile gratuitamente da Web.
Il rifiuto di Apple potrebbe dipendere da pressioni ricevute da operatori a cui ha affidato in esclusiva la commercializzazione dell’iPhone, che con un programma del genere, vedrebbero diminuire in modo consistente i propri introiti.

Ci sono troppi decoder

decoderDa anni migliaia di famiglie sono costrette a ricorrere a Sky per vedere i canali Rai. Oggi, per ammissione dello stesso presidente Balestrieri, conosciamo con esattezza il loro numero: sono oltre 3 milioni.
Questo significa, lo si legge anche in una nota di Adiconsum, che oltre 3 milioni di famiglie non saranno in grado di vedere la tv digitale terrestre. La nuova Tivùsat, frutto dell’intesa tra Rai, Mediaset e Telecom, costringerà queste 3 milioni di famiglie all’acquisto di un decoder dedicato con un costo che parte da circa 100 euro per ogni televisore.
Tivùsat si aggiunge quindi a Sky, Contotv e al digitale terrestre. In altre parole, se uno vuol vedere tutti i canali disponibili e magari si trova in un’area poco coperta, avrà bisogno di tre decoder per ogni televisore.
Questa situazione è veramente scandalosa! Gli interessi di pochi stanno violando apertamente le regole con pesanti conseguenze in termini di costi e disagi per migliaia di famiglie.
È importante che si rispetti la delibera 216/00CONS sulle specifiche del decoder unico che permetterebbe ai possessori di decoder satellitari di vedere i programmi sia a pagamento che gratuiti senza dover acquistare ulteriori decoder.

Trend negativo per TIM

The Mobile World, azienda britannica di analisi specializzata nel settore della telefonia mobile, ha recentemente evidenziato un calo nel, pur florido, mercato italiano dei cellulari.

Secondo la società britannica, alla fine del primo trimestre del 2009 le utenze erano 88,33 milioni, 470 mila in meno rispetto all’anno precedente.

In particolare a perder colpi pare sia Tim, con un trend negativo che va avanti da cinque trimestri, a fine marzo l’operatore italiano contava 34,16 milioni di utenze: 1,77 milioni in meno rispetto al marzo dell’anno precedente e più di 2 milioni rispetto alla fine del 2007.

In tendenza opposta gli utenti in abbonamento che sono passati dal 15,5 al 17,8% nel corso di un anno.

Anche Vodafone ha perso 230.000 clienti, con le sue 29,8 milioni di linee mobili attive in Italia, ma comunque se la passa meglio di Tim riducendo il gap da 5,93 milioni a 4,37 milioni di utenze rispetto al suo primo concorrente.

Il rapporto di The Mobile World evidenzia anche un aumento percentuale di clienti in abbonamento che passano dal 9,5 al 12,2% del totale, pridilegendo questa soluzione alla più diffusa ricaricabile.

iPhone: fatturato in crescita per Apple

L’azienda di Cupertino sconfigge la crisi, ha totalizzato vendite per 8,34 miliardi di dollari di controvalore, contro un risultato di 7,46 miliardi di dollari dello stesso periodo dello scorso anno. Il profitto trimestrale è stato pari a 1,23 miliardi di dollari o 1,35 dollari per azione, contro un risultato di 1,07 miliardi di dollari per i 12 mesi precedenti. In crescita anche il margine operativo lordo, passato dal precedente 34,8% all’attuale 36,3%

Sono in calo le vendite di iPod, ma l’iPhone tiene alla grande, anzi cresce in modo esponenziale, nonostante i prezzi non certo contenuti delle ultime versioni. Venduti, finora nel 2009, un totale di 5,2 milioni di pezzi, con una straordinaria crescita del 626%.

Le previsioni per il prossimo trimestre, il quarto dell’esercizio 2009 per l’anno fiscale dell’azienda americana, parlano di un fatturato previsto compreso tra 8,7 e 8,9 miliardi di dollari, con un utile previsto tra 1,18 e 1,23 dollari per ogni azione.

Perchè Chrome OS

A pochi giorni dall’annuncio ufficiale di Mountain View, l’interesse intorno a Chrome OS è in continuo aumento. La “bomba mediatica” sganciata da Google ha scatenato un susseguirsi di ipotesi, dichiarazioni, controdichiarazioni e prese di posizione tese a spiegare perché mai la società leader mondiale dell’advertising online voglia lanciare un nuovo sistema operativo.
Tanto per cominciare va registrata una prima reazione da parte di Microsoft, che per bocca del vice-presidente Walid Abu-Hadba liquida Chrome OS come un tentativo di alzare gli scudi contro i competitor piuttosto che altro.
“Molto di quello che Google fa lo fa per difendersi”, ha detto Abu-Hadba, che ritiene che in sostanza Chrome OS abbia l’unico obiettivo di tenere Redmond impegnata e fuori dalla ricerca online, un settore sempre più rilevante in casa Microsoft da quando si è deciso di aumentare gli investimenti e gli sforzi nel settore con Bing.
Quindi google non vuole intaccare l’indiscusso, almeno per ora, dominio di windows e derivati, ma vuol solo tenere impegnati i concorrenti su più fronti in modo che non riescano a spuntarla nel settore dove la grande G è davvero, ad oggi, imbattibile, le ricerche su web.

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