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Internet deve essere libera

Internet deve essere libera, neutrale e accessibile in qualsiasi forma si voglia. I provider non dovranno più prevedere filtri, rallentamenti o limitazioni, come blocchi di applicativi “sgraditi”, ad esempio il P2p il VoIp.
Questa la proposta di estensione al regolamento presentata da Julius Genachowski, capo della della Fcc, la potente commissione federale per le comunicazioni degli Stati Uniti.

Il senso della proposta di Genachowski è quello di continuare a mantenere Internet come una “straordinaria piattaforma per l’innovazione, la creazione di nuovi lavori, gli investimenti e le opportunità”. E il capo della Fcc continua: “oggi non possiamo immaginare le nostre vite senza Internet, così come è impossibile pensare di rimanere senza acqua e lampadine“.

Un piccolo passo per un uomo, ma un grande passo per Google

Google fa rivivere le emozioni dello sbarco sulla Luna grazie ad un modulo aggiuntivo sviluppato per il software “Earth”. L’innovativa funzionalità prodotta dai tecnici di Mountain View consente di rivivere il viaggio verso la Luna compiuto dall’Apollo 11.

Similmente a quanto visto nel caso del servizio “Google Street View“, Google Moon consente oggi di camminare sul suolo lunare. E’ il risultato di un accordo siglato tra il colosso fondato da Larry Page e Sergey Brin e la NASA.

Il codice utilizzato per comandare il modulo Apollo ed il modulo lunare è poi da quest’oggi di pubblico dominio. Il lavoro di pubblicazione è stato condotto dagli sviluppatori dei progetti Virtual AGC ed AGS riutilizzando la versione originale conservata dal MIT Museum. Tutti gli interessati possono quindi esaminare la tecnologia che quarant’anni fa rese possibile l’emozionante camminata sul suolo lunare.

Il codice sorgente, compresi i commenti degli sviluppatori, sono stati pubblicati su Google Code.

Perchè Chrome OS

A pochi giorni dall’annuncio ufficiale di Mountain View, l’interesse intorno a Chrome OS è in continuo aumento. La “bomba mediatica” sganciata da Google ha scatenato un susseguirsi di ipotesi, dichiarazioni, controdichiarazioni e prese di posizione tese a spiegare perché mai la società leader mondiale dell’advertising online voglia lanciare un nuovo sistema operativo.
Tanto per cominciare va registrata una prima reazione da parte di Microsoft, che per bocca del vice-presidente Walid Abu-Hadba liquida Chrome OS come un tentativo di alzare gli scudi contro i competitor piuttosto che altro.
“Molto di quello che Google fa lo fa per difendersi”, ha detto Abu-Hadba, che ritiene che in sostanza Chrome OS abbia l’unico obiettivo di tenere Redmond impegnata e fuori dalla ricerca online, un settore sempre più rilevante in casa Microsoft da quando si è deciso di aumentare gli investimenti e gli sforzi nel settore con Bing.
Quindi google non vuole intaccare l’indiscusso, almeno per ora, dominio di windows e derivati, ma vuol solo tenere impegnati i concorrenti su più fronti in modo che non riescano a spuntarla nel settore dove la grande G è davvero, ad oggi, imbattibile, le ricerche su web.

Google Chrome Operating System

Tra Google e Microsoft si profila una nuova sfida e questa volta il leader indiscusso dei motori di ricerca va a colpire il core business del gigante di Redmond: i sistemi operativi e lo fa dove la società di Bill Gates ha mostrato debolezza, e cioè i netbook che, nati sotto Linux, si sono spesso adattati ad Xp, efficiente certo, ma ormai decisamente datato.
Google Chrome
Google annuncia l’arrivo di un sistema operativo per pc chiamato Google Chrome Operating System. Il sistema sarà una sorta di “naturale estensione” del suo browser Chrome, lanciato lo scorso settembre e, utilizzato oggi da 30 milioni di utenti nel mondo.

La direzione della sfida lanciata da Google è chiara e guarda verso Redmond, quartier generale di Microsoft e del suo Windows, leader assoluto nei sistemi operativi con oltre il 90% degli utilizzatori di personal computer.

Google chrome operating system sarà basato su codice open source che dalla fine di quest’anno verrà messo a disposizione degli sviluppatori, anche se i netbook con il nuovo sistema operativo saranno sul mercato soltanto nel secondo semestre del 2010.

Bing indicizza Twitter in real time

Microsoft intende contrastare il, finora indiscusso, predominio di google, indicizzando i micropost su Twitter all’interno del suo motore, da poco ribattezzato col nome di Bing.

Effettivamente Google e Yahoo già lo fanno, ma in maniera diversa rispetto a come a Redmond.

L’idea infatti è che quando si cercano account su Twitter, si potranno ottenere dai risultati di Bing gli ultimi cinguettii in tempo reale.

Pensieri di personaggi pubblici, saranno disponibili in continuo aggiornamento, ogni 60 secondi. La ricerca real time, per ora, è disponibile solo per nomi noti, provenienti dal mondo della tecnologia, del business e della politica, come ad esempio Al Gore.

Microsoft ha usato le API pubbliche di Twitter per realizzare questa tipologia di ricerca che spera gli possa far aumentare ancora la quota di mercato, attualmente al 15%, ancora lontana da Google, ma superiore al 10% di Yahoo.