Networking

Internet deve essere libera

Internet deve essere libera, neutrale e accessibile in qualsiasi forma si voglia. I provider non dovranno più prevedere filtri, rallentamenti o limitazioni, come blocchi di applicativi “sgraditi”, ad esempio il P2p il VoIp.
Questa la proposta di estensione al regolamento presentata da Julius Genachowski, capo della della Fcc, la potente commissione federale per le comunicazioni degli Stati Uniti.

Il senso della proposta di Genachowski è quello di continuare a mantenere Internet come una “straordinaria piattaforma per l’innovazione, la creazione di nuovi lavori, gli investimenti e le opportunità”. E il capo della Fcc continua: “oggi non possiamo immaginare le nostre vite senza Internet, così come è impossibile pensare di rimanere senza acqua e lampadine“.

Ovi Livecasting

Il nuovo servizio Ovi Livecasting nasce dalla collaborazione tra Nokia e Facebook.
L’applicazione di Nokia punta a rafforzare la sua offerta di servizi nel social networking.
Il nuovo servizio consente agli utenti di pubblicare la propria posizione e aggiornare il loro status su Facebook dalla schermata iniziale del proprio cellulare.
Disponibile per N97 e N97 mini, semplicemente scaricando e installando un widget, Ovi Livecasting utilizza la funzione Gps/A-Gps o il posizionamento di rete per trovare le coordinate dell’utente e determinarne la posizione, permettendogli di segnalarla, condividerla e/o taggarla.
Non manca poi la possibilità di allegare al proprio status e al proprio posizionamento link e fotografie.
Tutto questo, in aggiunta alle normali attività che si potevano già svolgere collegandosi a Facebook da cellulare.

Il digital divide in Italia

digital divideCon digital divide (divario digitale) si intende il divario esistente tra chi può accedere alle nuove tecnologie e, in particolare ad internet a banda larga e chi, ancora, vive in zone scoperte da questi servizi.
Secondo quanto recentemente dichiarato dal vice ministro per lo Sviluppo Economico con delega alle Comunicazioni, Paolo Romani, entro la fine del 2012 l’Italia dovrà essere interamente coperta da infrastrutture per la banda larga.
Lo stanziamento previsto per il raggiungimento di questo importante obbiettivo è ingente, si parla di 1.471 miliardi di euro.
Al momento i fondi che saranno destinati alle infrastrutture sono all’esame del Comitato interministeriale per la programmazione economica (Cipe).
Ancora qualche anno, dunque, e i cittadini italiani avranno tutti, finalmente, la possibilità di usufruire della banda larga, con una velocità compresa tra 2 e 20 Megabit/secondo.
Senza l’intervento di fondi pubblici il rischio sarebbe stato quello di arretrare e di non riuscire a soddisfare le esigenze della popolazione.
Telecom Italia e gli altri gestori, infatti, non sarebbero riusciti in tempi così brevi ad adeguare tutta la rete per portare l’alta velocità nelle zone attualmente scoperte.
Per raggiungere la cifra di 1.471 miliardi di euro, il governo italiano chiederà non solo l’impegno di privati, ma anche l’intervendo di fondi europei, in quanto la Commissione europea ha destinato oltre un miliardo per l’estensione della banda larga in Europa.
L’obiettivo evidente è l’eliminazione del digital divide con la costruzione di nuove infrastrutture per reti di ultima generazione in fibra ottica.

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